
Nasce a Roma nell'agosto del '69, cresce nel rione Monti, uno dei più vecchi e caratteristici, il primo della città eterna. Sin dalla più giovane età viene attratto dagli strumenti taglienti, siano essi coltelli od armi bianche, nella migliore tradizione di ogni buon autentico romano.
Il noto poeta di Roma G.G. Belli dice in una lirica famosa: "...d'esse cristiano è ppuro cosa vona: pe qquesto hai da portà ssempre in saccoccia er cortello arrotato e la corona". ("L'aducazzione" - G.G. Belli - Roma)
A trent'anni, ormai geometra nell'ambito del Ministero della Difesa, Massimo inizia a cimentarsi nell'arte coltellinaia seguendo una sorta di inclinazione naturale o meglio un desiderio irrefrenabile.
Sin dall'inizio i risultati appaiono notevolmente superiori alla media, ciò rivela una grande capacità sia nel progettare prima e realizzare poi lame particolarmente belle, ben fatte, oltre che funzionali. Il perfetto connubio tra un disegno preciso di forme armoniose, di giuste proporzioni ed una esecuzione impeccabile e minuziosa, frutto di un'abilità ben coltivata. Dapprima assai ispirato alla tradizione del grande Robert Loveless, Bernabei elabora, come ogni allievo di talento, le forme create dal maestro alterandone le "sembianze"; ed ecco nascere la daga dalla molatura asimmetrica e sfalsata sulle due facce, detta "Janus" riferendosi ovviamente al misterioso Dio Romano "Jano Bifronte".
Dopo pochissimo tempo dal brillante esordio entra a far parte della Corporazione Italiana Coltellinai; il successo è rapido come i risultati.
L'artigiano predilige le Daghe, i Pugnali ed i Fighters in generale, sebbene realizzi anche splendidi coltelli da caccia, tutti con un tocco particolare ed originale, un'impronta esecutiva assai personale ed inconfondibile.
I suoi materiali preferiti sono, tra gli acciai inossidabili, l'acciaio RWL34, M 390 Isomatrix - un sinterizzato della Boiler - ed il recente S30V. Per quanto riguarda gli acciai normali usa il D2 e l'OI. Per le impugnature dei suoi prodotti usa materiali preferibilmente naturali e preziosi, come l'avorio di mammut o di elefante, la madreperla, rare e preziose radiche; ma anche G10 e la micarta per i coltelli destinati ad un uso più gravoso.
Bernabei non finisce qui, è sempre alla ricerca di nuove forme, di particolari diversi e di una finitura sempre più precisa nel costante ed impellente desidesio di realizzare opere uniche.